Casella di testo: HEBLA SAS
Casella di testo: Per chi è alle prime armi

Cosa richiedono normalmente le ASL ed i Comuni

Pur con una  notevole differenziazione tra zona e zona (i criteri di valutazione non sono univoci) le varie ASL sparse sul territorio nazionale richiedono normalmente  che gli impianti di toelettatura ed i locali di lavoro possiedano i seguenti requisiti:
         
pareti lavabili piastrellate o trattate “a smalto”;
guscetta tra pareti e pavimento;
“piletta” per la raccolta delle acque luride possibilmente al centro del locale di toelettatura o comunque nelle immediate vicinanze della vasca;
piccola sala d’attesa con una porta di sicurezza a chiusura autonoma (normalmente “a saloon”);
prese elettriche ed interruttori a tenuta stagna;
impianto di captazione almeno per i fumi e per gli odori che si generano durante i lavaggi (se previsto  dai regolamenti regionali o dalle norme ASL);
certificati di biodegradabilità per i prodotti di consumo (solo in certi casi);
relazione d’impatto acustico (solo in alcune località);
pozzetto di decantazione per dividere il “pelo morto” dal liquido, residuo dei lavaggi, che confluirà in fognatura (nella quasi totalità dei casi);
apparecchiature elettriche marchiate Ce con certificato di collaudo.

Ogni Comune poi, in base ad un proprio regolamento specifico, ha la facoltà di richiedere  interventi particolari che spesso si riferiscono a situazioni che nulla hanno a che vedere con l’impianto di una toelettatura ma ad attività che, a torto od a ragione, vengono considerate affini.

Non scoraggiatevi dunque se vi impongono una canna fumaria esterna che arrivi al colmo del tetto di un palazzo di sette piani: spesso succede ed in questo caso si cercherà di mediare con i funzionari preposti affinchè riconsiderino e ridimensionino le loro richieste (possono infatti concedere nulla-osta in deroga). 

A questo proposito restiamo sempre a disposizione con lo schema delle nostre cappe “a circuito chiuso” (cioè senza bisogno di canna fumaria) mettendoci eventualmente in contatto diretto con l’ente interessato per illustrare le loro caratteristiche.   
Consigliamo comunque di richiedere preventivamente, all’ASL di competenza ed al Comune, un riassunto scritto dei lavori da effettuare e della documentazione da predisporre.

L’aspirante toelettatore deve possedere qualche attestato?

No, non è necessario alcun attestato anche  se consigliamo vivamente agli aspiranti toelettatori di svolgere un tirocinio presso qualche bravo professionista del settore o presso una scuola che dia affidamento. Essi spesso rilasciano dei “diplomi” che, pur certificando la frequenza a corsi o stages di perfezionamento e l’impegno profuso dal singolo allievo o apprendista, non hanno alcun valore legale.

Il toelettatore dovrà necessariamente iscriversi alla CCIAA di competenza come ditta individuale od in forma societaria. Dovrà inoltre presentare la dichiarazione di inizio attività al Comune interessato dopo aver espletato le formalità richieste.

Il problema rumore  ♫

Il rumore generato dalle apparecchiature in uso rappresenta un problema notevolissimo e di non facile soluzione.
Normalmente agiamo su tre fronti:
cerchiamo di isolare, ove possibile, i motori dei macchinari in locali adiacenti a quelli di lavoro;
effettuiamo dei sopralluoghi preventivi per evitare che soffiatori e ventole d’aspirazione vengano installati in prossimità di “colonne di servizio” cave al cui interno passano tubazioni e fili elettrici e che potrebbero trasmettere, ampliandolo, il rumore in locali attigui a quello di lavoro;
facciamo largo uso di materiali fono-assorbenti tenendoci costantemente aggiornati sulle nuove tecnologie. 

Comunque le apparecchiature più rumorose sono pulsori, impianti d’aspirazione del pelo e aspiratori del liquido. I föhn non rappresentano più un problema, a meno che non siate attrezzati con modelli obsoleti o che abbiano qualche problema di funzionamento (nei cuscinetti o nella girante).

E’ buona norma non posizionare mai i motori in prossimità dei plafoni e, se è proprio necessario farlo, intervenire applicando a soffitto uno strato di materiale isolante “piramidale”. Stesso ragionamento vale per le pareti divisorie che separano da locali adibiti ad abitazione. E’ comunque possibile, se le circostanze lo permettono, montare le apparecchiature più rumorose all’esterno dei locali di lavoro (ad esempio sotto un portico) ed isolarle ulteriormente inserendole in un armadio che lasci filtrare l’aria esterna: lo abbiamo fatto diverse volte con ottimi risultati.

Gli inconvenienti del mestiere

La vignetta qui di fianco focalizza già il problema principe dei toelettatori: l’aver a che fare con animali spesso irrequieti se non addirittura aggressivi o assolutamente intolleranti verso ogni forma di “manipolazione”. Tenete conto che, aprendo una nuova toelettatura, vi si presenteranno casi da manuale, con cani e gatti rifiutati dalla concorrenza che i padroni vi affideranno per mettervi alla prova. E’ superfluo sottolineare come un animale  parecchio avanti negli anni, che non ha mai visto un toelettatore e non è stato mai lavato, male si adatterà ad ogni tipo di intervento, anche al più leggero. Siate dunque particolarmente guardinghi quando trattate un simile soggetto per la prima volta e non lasciatevi fuorviare dalle assicurazioni dei padroni, spesso lacunose, che possono nascondere volontariamente o involontariamente problemi comportamentali anche gravi.

Detto questo ed ammesso che con un minimo di accortezza riusciate a destreggiarvi nel migliore dei modi, è bene conoscere alcune patologie, particolarmente diffuse nel settore dei toelettatori, cui si potrebbe far fronte adottando alcuni accorgimenti, anche elementari, sì da non trasformarle in vere e proprie malattie professionali.

In breve: una illuminazione scarsa o mal progettata può generare congiuntiviti e perdita progressiva della vista; un impianto d’aspirazione per il pelo, i vapori e gli odori mal funzionante o addirittura inesistente essere causa di asma, bronchiti ed affezioni alle vie respiratorie; l’uso continuo di forbici, tosatrici e coltelli per lo stripping può generare la sindrome del tunnel carpale con conseguente necessità di ricorrere al chirurgo; la manipolazione di grossi pesi ernie al disco; l’uso di antiparassitari e sostanze disinfettanti oltre a shampoo particolarmente aggressivo eczemi, dermatiti ed altre malattie della pelle; il rumore infine può generare ipoacusia e perdita progressiva dell’udito.

Rimedi: nell’ordine una buona progettazione dell’impianto illuminante, un efficace sistema di aspirazione almeno del pelo volatile; un costante monitoraggio di eventuali tendiniti; attrezzature che permettano di non sollevare a peso morto gli animali di grossa taglia (tavoli e vasche regolabili);  accortezza durante la manipolazione di sostanze irritanti o tossiche con particolare riguardo ai disinfettanti ed agli antiparassitari.